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5.3 L’INCLUSIVITÀ: DISABILI, STRANIERI, BES, DSA

I più recenti documenti ministeriali (in particolare il DM del 27 dicembre 2012 e la CM del 6 marzo 2013) sottolineano come vada esteso a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’insegnamento, basata sulla capacità di tutti i docenti di riconoscere bisogni specifici, di adottare strumenti e metodologie funzionali alle diverse situazioni d’apprendimento e di identificare le competenze e le conoscenze essenziali della propria disciplina per rispondere in modo adeguato ai profili in uscita dei diversi indirizzi e piani di studio.

L’Istituto si riconosce come una comunità educante attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni e si impegna nella prospettiva di un miglioramento delle prassi di integrazione scolastica.

 

I bisogni educativi speciali (BES)

Nell’ottica della scuola inclusiva, l’area dello svantaggio scolastico risulta molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit certificati. Gli studenti possono richiedere una speciale attenzione per ragioni molto diverse: svantaggio sociale e culturale (per es. ragazzi seguiti dai servizi sociali), disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse, problemi di salute certificati ma temporanei.

Alcuni svantaggi possono essere definiti e documentati da certificazioni cliniche (disabili e DSA); altri, in ragione della minor gravità del disturbo, o della loro natura temporanea, non ottengono la certificazione di disabilità, ma sono segnalati dall’aUSL o da specialisti privati, in quanto necessitano di azioni particolari per il raggiungimento del successo formativo. IN assenza di segnalazione di un ente esterno, gli studenti con BES possono essere individuati dai Consigli di classe, sulla base del riconoscimento di una particolare condizione di difficoltà di tipo psicologico, cognitivo, sanitario, culturale o sociale.

A tutti gli studenti con bisogni educativi speciali possono essere estese le misure di personalizzazione compensative previste dalla Legge 170/2010 per gli studenti con disturbi specifici di apprendimento.

 

Le misure per gli studenti con DSA

In applicazione della Legge 170/2010, l’Istituto fa proprie e adotta le Linee guida per il diritto allo studio degli studenti con DSA, che – sollecitando la scuola a porre al centro delle proprie attività e attenzioni la singolarità e la complessità di ogni persona – riconoscono agli studenti con dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia il diritto a ricevere una didattica individualizzata e personalizzata, per il raggiungimento del successo formativo. Questo tipo di didattica può servirsi di strumenti compensativi, che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità in cui si riscontra il deficit, e di strumenti dispensativi, che sollevano lo studente da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo; sono predisposte, quindi, adeguate forme di verifica e di valutazione.

Le misure assunte, in accordo con la famiglia ed eventualmente con gli specialisti designati riuniti in un apposito incontro, devono essere esplicitate e formalizzate in un documento, redatto dal Consiglio di classe entro il primo trimestre, che illustra in modo dettagliato il percorso didattico considerato più adeguato per favorire il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento. Il documento può assumere la forma del Piano didattico personalizzato (PDP), sulla scorta di alcuni modelli pubblicati sul sito del MIUR o selezionati sulla base delle migliori pratiche realizzate negli Istituti scolastici o in ambito scientifico.

 

Il piano didattico personalizzato (PDP)

L’Istituto, sulla base di documentazioni cliniche di medici specialisti, o dopo un percorso circostanziato di osservazione, sulla base di considerazioni di carattere psicopedagogico e didattico individuate dal Consiglio di classe, è tenuto a realizzare, per tutti gli studenti che risultino caratterizzati da bisogni educativi speciali, un Piano didattico personalizzato (PDP). I Consigli di classe devono pertanto, con determinazioni assunte a maggioranza, stendere, in accordo con la famiglia dello studente, un documento che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti e abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate. Esso può includere modalità di lavoro di tipo compensativo o dispensativo, basate su prassi e strumenti che favoriscano l’integrazione, oppure prevedere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita, e in cui i criteri di valutazione tengano conto delle problematiche individuate. Quando la segnalazione dello specialista non riscontra le caratteristiche specifiche del DSA, ma una situazione di difficoltà classificata come BES, il consiglio di classe può assegnare come misure di aiuto interventi di tipo compensativo, ma non dispensativo.

 

Il processo di integrazione degli studenti disabili

L’Istituto recepisce le indicazioni esplicitate nell’Accordo provinciale di programma per l’integrazione scolastica e formativa degli alunni disabili, secondo le previsioni della Legge 104/1992, proponendosi di garantire le condizioni più idonee a facilitare il processo di piena integrazione scolastica e formativa degli studenti disabili dal punto di vista dell’ambiente, degli strumenti e delle risorse. Finalità irrinunciabile è quella di sostenere lo sviluppo delle potenzialità della persona in difficoltà nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione, promuovendo il benessere e il successo formativo degli studenti disabili, con attenzione al pieno sviluppo della loro capacità, al valore della loro presenza come risorsa per il gruppo classe, alla continuità educativa e al progetto di vita complessivo.

A tal fine l’Istituto s’impegna a:

  • creare un clima favorevole all’inclusione: i docenti, il personale scolastico, gli studenti assumono comportamenti non discriminatori, sono attenti ai bisogni di ciascuno, accettano le diversità presentate dagli studenti disabili e le valorizzano come arricchimento per l’intera classe
  • promuovere i progetti e le attività volte all’integrazione
  • convocare almeno due volte all’anno i Gruppi Operativi (GO) comunicando per iscritto il calendario agli enti interessati e alle famiglie
  • rafforzare gli strumenti e le modalità di relazione all’interno dell’Istituto, con la secondaria di 1° grado, con i servizi del territorio, per garantire la continuità nel passaggio da classe a classe e da un ordine di scuola a un altro e, una volta adempiuto l’obbligo scolastico, dal sistema scolastico al sistema formativo, se previsto dal Piano Educativo Individualizzato (PEI) e dal Gruppo Operativo (GO)
  • informare le famiglie e gli studenti delle iniziative specifiche che l’Università di Bologna adotta per gli studenti con disabilità e indirizzare le famiglie al Servizio Studenti con disabilità dell’Alma Mater, collaborando con il suddetto servizio e con il Servizio Orientamento per orientare a una scelta più consapevole del percorso di studi universitario
  • promuovere e valorizzare l’attuazione di percorsi di alternanza scuola lavoro, offrendo agli studenti con disabilità opportunità formative adeguate alla loro condizione e intese anche come occasione per ampliare la rete di relazioni personali e sociali e potenziare l’autonomia personale
  • coordinare gli interventi e le competenze per garantire all’interno dell’Istituto assistenza agli studenti disabili finalizzata al sostegno e all’esercizio delle autonomie personali, curando la formazione del personale impegnato in tali funzioni
  • promuovere attività di formazione in servizio per gli insegnanti curricolari e di sostegno e per i collaboratori scolatici impegnati nell’integrazione, su tematiche di carattere pedagogico e didattico e su specifici strumenti e tecnologie per il superamento delle disabilità.

 

Le figure professionali

Il processo di integrazione richiede l’attiva collaborazione di tutto il personale scolastico e della formazione professionale ed è garantito anche dall’intervento di figure professionali specifiche, individuate in coerenza con il PEI.

La responsabilità della qualità dell’integrazione scolastica è dell’intero Collegio dei docenti e degli organi collegiali dell’Istituto. La responsabilità diretta dell’integrazione scolastica di ciascuno studente disabile è del Consiglio di classe che progetta, attraverso il PEI, tutti gli interventi didattici utili allo sviluppo scolastico di tutte le potenzialità dello studente e programma le forme della verifica, della valutazione e della documentazione del percorso scolastico.

L’insegnante di sostegno, in possesso di laurea, abilitazione disciplinare e titolo di specializzazione, è assegnato alla classe, di cui è contitolare, e rappresenta una risorsa di contesto per garantire idonee strategie educative, didattiche e relazionali allo studente.

Il Dirigente scolastico, avvalendosi anche della professionalità del docente referente per gli studenti certificati, garantisce la qualità complessiva degli interventi e il coordinamento funzionale di tutte le professionalità coinvolte.

Il personale ATA partecipa a tutti gli effetti, ciascuno per le proprie competenze, al processo di integrazione scolastica dello studente disabile. Il collaboratore scolastico, in coerenza con le norme e i contratti di lavoro vigenti, garantisce l’assistenza di base. Nell’ambito dei compiti ordinari presta ausilio materiale, se necessario, nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno dell’Istituto, nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale.

A queste figure può affiancarsi: il personale degli Enti di Formazione Professionale (CFP) che individua le situazioni formative/educative del territorio e affianca lo studente nello svolgimento dei percorsi integrati; il personale per lo sviluppo dell’autonomia e della comunicazione (assistenti, educatori, operatori specializzati per esempio nell’insegnamento della lingua dei segni ecc.) che svolge le funzioni previste dalla normativa inerenti all’area educativo-assistenziale finalizzate a favorire e sviluppare l’autonomia dello studente disabile.

 

Il gruppo operativo (GO)

È un gruppo di lavoro multidisciplinare (istituito ai sensi della L. 104/1992, art. 15) che, su convocazione del Dirigente scolastico, previo accordo con gli operatori interessati, programma e verifica gli interventi per l’integrazione scolastica e il progetto educativo globale (anche extrascolastico) specifici per il singolo studente.

Tra i compiti specifici del GO c’è quello di predisporre il PDF e il PEI e di verificarne l’attuazione e l’efficacia nell’intervento scolastico, valutare l’opportunità di assegnare allo studente il servizio educativo (ore settimanali necessarie), proporre eventuali modifiche all’erogazione del sostegno didattico.

È composto dal Dirigente scolastico, dagli insegnanti curriculari e di sostegno, dagli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, dagli operatori dell’équipe multidisciplinare della AUSL, dai genitori, oltre che dai referenti del Comune, della Provincia e dei Centri di riabilitazione che si occupano dello studente.

Si riunisce almeno due volte l’anno per la stesura, l’aggiornamento e la verifica del PDF e del PEI. In casi particolari un’altra convocazione può essere richiesta da qualunque componente del gruppo.

 

Il gruppo di lavoro per l'inclusione (GLI)

Il Gruppo di lavoro per l’inclusione è composto da docenti curricolari, docenti di sostegno e eventualmente da personale ATA, nonché da specialisti della Azienda sanitaria locale del territorio di riferimento dell’istituzione scolastica.

 Il gruppo è nominato e presieduto dal dirigente scolastico ed ha il compito di supportare il collegio dei docenti nella definizione e realizzazione del Piano per l’inclusione nonché i docenti contitolari e i consigli di classe nell’attuazione dei PEI.

 In sede di definizione e attuazione del Piano di inclusione, il GLI si avvale della consulenza e del supporto degli studenti, dei genitori e delle associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative del territorio nel campo dell’inclusione scolastica. Al fine di realizzare il Piano di inclusione e il PEI, il GLI collabora con le istituzioni pubbliche e private presenti sul territorio. (dall’art. 9 del D.L. vo n. 66\17)

 

Il gruppo di supporto per l’inclusione

Favorisce il processo di inclusione, promuovendo una cultura dell’integrazione, sostenendo iniziative che favoriscano una scuola di qualità attenta ai bisogni di ciascuno.

Promuove l’attenzione nei confronti di tutti gli studenti in situazione di anche temporaneo disagio, sia sul piano psicologico-relazionale o sociale, sia per difficoltà d’apprendimento.

Predispone e diffonde gli strumenti più adeguati per la personalizzazione dell’insegnamento, costituendo un punto di riferimento per i docenti nella gestione di situazioni problematiche.

Svolge un’azione di prevenzione di eventuali casi di bullismo e di cyberbullismo, divulgando una maggiore conoscenza delle problematiche in tale ambito.

Mantiene i collegamenti con gli specialisti e le istituzioni del territorio che operano nel settore della disabilità e dell’inclusione scolastica.

Collabora con la Responsabile della formazione d’istituto, per progettare iniziative legate ai temi dei bisogni educativi speciali e alle metodologie didattiche di individualizzazione e di superamento dello svantaggio.

E’ formato da:

- FS incaricata del coordinamento delle attività relative a studenti L. 104

- referente CIC

- referente per i tavoli istituzionali

- responsabile del contrasto al bullismo

- docente di sostegno

- FS incaricata del coordinamento delle attività relative a studenti con DSA e BES.

Ne possono far parte, in qualità di consulenti, lo psicologo dell’Istituto e lo specialista per i disturbi specifici dell’apprendimento.

 

Il piano educativo individualizzato (PEI)

Il Piano educativo individualizzato (PEI) redatto per ogni studente disabile definisce gli interventi per l’anno scolastico in corso, sulla base dei dati derivanti dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale. È un documento di sintesi che non si limita al solo progetto didattico, ma include un vero e proprio progetto di vita in cui sono descritti tutti gli interventi finalizzati all’integrazione scolastica e sociale dello studente per un determinato periodo di tempo (Legge 104/1992, art. 12).

Il PEI

  • ha scadenza annuale
  • è redatto dopo un periodo iniziale di osservazione sistematica dello studente – di norma non superiore a due mesi – durante il quale si definisce e si attua il progetto di accoglienza
  • è scritto congiuntamente dagli operatori dell’AUSL, compresi gli operatori addetti all’assistenza, dagli insegnanti curricolari e di sostegno, con la collaborazione della famiglia.
  • garantisce il rispetto delle «effettive esigenze» degli studenti con disabilità, sulla base di accordi interistituzionali
  • deve essere puntualmente verificato e trasmesso nel passaggio tra i vari ordini di scuola, alla nuova scuola di frequenza unitamente al Profilo Dinamico Funzionale aggiornato.

Per la programmazione del PEI sono previste due modalità di percorso:

a) una programmazione personalizzata curricolare

b) una programmazione differenziata

a) La programmazione è personalizzata secondo le modalità più idonee a compensare le difficoltà dello studente. Potrà prevedere contenuti ridotti o comunque personalizzati, verifiche uguali o equipollenti, sempre nel rispetto degli obiettivi essenziali dei singoli percorsi di studio. Le verifiche equipollenti possono comportare per lo svolgimento:

- mezzi diversi (per esempio le verifiche possono essere svolte con l’ausilio di apparecchiature informatiche)

- modalità diverse (per esempio verifiche strutturate a risposta multipla, vero/falso, anziché trattazioni discorsive, verifiche orali anziché scritte o viceversa ecc.)

- contenuti differenti da quelli proposti per la classe, ma dalla medesima valenza formativa

b) La programmazione differenziata ha obiettivi didattici diversi da quelli ministeriali rapportandosi alle specifiche esigenze didattiche dell’alunno; le verifiche sono differenziate e la valutazione è relativa al PEI. A conclusione del percorso, la scuola può rilasciare un “Attestato di crediti formativi” valido e utilizzabile per la prosecuzione degli studi e l’inserimento nel mondo del lavoro.

 

L’integrazione degli studenti stranieri

L’Istituto fa propri i principi ispiratori delle Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri del MIUR e crede che le giuste condizioni di tutela giuridica e di dignità personale per il lavoratore immigrato e per la sua famiglia si fondino sull’uguaglianza delle opportunità formative. L’Istituto considera essenziale inserire e accompagnare i giovani immigrati in un percorso che, rispondendo alle loro aspirazioni, ne valorizzi le capacità e le potenzialità.

Per un positivo inserimento degli studenti nelle classi, l’Istituto prevede colloqui preliminari fra il docente referente e le famiglie, per illustrare l’offerta formativa e analizzare attentamente la situazione personale dei ragazzi (livello di scolarità, conoscenza della lingua italiana, motivazione allo studio). Per i ragazzi neo arrivati l’Istituto si propone di accertare il livello di conoscenza della lingua italiana e di competenze acquisite nell’area scientifica e delle lingue straniere attraverso test d’ingresso. L’inserimento dei ragazzi nelle classi tiene in considerazione sia l’esito dei test d’ingresso, sia l’età degli allievi stessi, sia il parere dei Consigli di classe.

All’interno di questi ultimi, laddove necessario, si individua un tutor che faciliti la comunicazione fra lo studente e i diversi docenti.

Dopo l’inserimento, l’Istituto si propone di promuovere gradualmente l’acquisizione e l’affinamento di una buona competenza nell’italiano scritto e orale attraverso corsi di alfabetizzazione o di consolidamento della lingua italiana e l’utilizzo di materiali e metodologie che facilitino l’apprendimento delle diverse discipline in lingua italiana. Anche per la valutazione l’Istituto si impegna ad attenersi alle Linee guida ministeriali, adattando i tempi e gli obiettivi in relazione alla specifica situazione di partenza degli studenti.

 


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